Isonzo in bicicletta

Pedalare lungo l’Isonzo, dalle sorgenti alla foce, significa conoscere, con passo lento, riflessivo e curioso, un territorio che per millenni ha formato la sua identità storica e culturale attraverso il confronto tra le diversità. Area di confine, ma anche di transizione tra il mondo mediterraneo e quello mitteleuropeo, la valle dell’Isonzo ha accolto genti di lingua e cultura differenti e ne ha vissuto gli scambi, le fratellanze, le migrazioni e, spesso, i conflitti, come la Prima guerra mondiale. Di quell’immane tragedia, cento anni dopo, sono conservati i segni nei musei all’aperto, nelle trincee, nei cimiteri militari, nei monumenti ai caduti. Questa guida e il silenzio leggero della pedalata del cicloturista sono un rispettoso e intelligente omaggio a quella memoria.

I fiumi, spesso, sono stati teatro delle guerre più cruente, basti pensare al Piave, al Tagliamento, alla Nerevta o alla Drina nei Balcani, tutti esempi di tragedie che hanno visto protagonista l’essere umano durante il Novecento. Loro, i fiumi, a distanza di decenni o secoli, sono ancora lì a scorrere, come se nulla fosse accaduto, come se sopra e attorno alla loro acqua nessun uomo abbia ucciso un altro uomo, e diventano monito e simbolo dell’inutilità della guerra di fronte al tempo. 

Isonzo-in-Bicicletta_Ediciclo_urbancycling_1

Ediciclo Editore
di Mauro Daltin e Maurizio Mattiuzza

Pagine 124
ISBN 978-88-6549-133-1
euro 9,90