La teoria dei paesi vuoti

Un borgo privo di esseri umani non è fermo e immutabile come ci si immagina: spinge, sbraita, soffre, spera.
Mauro Daltin ci accompagna per mano alla scoperta dei paesi perduti, quelli più suggestivi e dai racconti più affascinanti. Le sue sono istantanee emozionali: fotografie di paesi sospesi in un altro tempo, buchi neri sulle mappe dove a volte è la natura, o sono le creature resistenti, a custodire il ricordo della vita. Si passa dalla celebre Craco in Basilicata alle innumerevoli Atlantidi del Nordest, le città sommerse dall’acqua; dalla surreale Consonno in Lombardia alla California in provincia di Belluno; fino a sconfinare a Cipro, in Spagna, e oltre l’oceano, negli Stati Uniti e in Giappone. Tra le loro vie ascoltiamo il sussurro dei fantasmi del passato, ci stupiamo nel trovare germogli di vita nuova, camminiamo su un crinale in bilico tra dimenticanza e resilienza. Scopriamo ciò che siamo stati e ciò che potremmo diventare.

C’è un tempo sfasato, fatto di un presente che occupa un abbandono per trascorrere qualche ora lontano dal mondo, per sentirsi liberi di fare e dire quello che si vuole. Una casa abbandonata, un borgo fantasma, diventa una possibilità, altrimenti interdetta. I divieti saltano in aria. I cancelli vengono divelti, le porte spalancate. Qui puoi lasciarti andare con l’amica del cuore e stamparle un bacio sulle labbra o fare confidenze a un amico d’infanzia. O rimanere solo e provare a colorare un muro in un atto di libertà che non ti sei mai concesso altrove. O urlare forte, fino a sentirti graffiare le corde vocali, per sputare fuori un dolore represso. Ho ancora questa libertà?

Rassegna Stampa

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Ediciclo Editore
Pagine 156
Isbn: 978-88-6549-302-1
14 euro